non c’è una sola regola. Impegno, lavoro, dedizione battono delusione ed ignoranza.

Capita spesso di fare una proiezione su una trattativa, un cliente o una situazione e capita altrettanto spesso che il risultato sia diametralmente opposto a quello previsto. Certo qualcuno obietterà che probabilmente non si sono analizzate bene tutte le opzioni e che non sono state espletate tutte giuste azioni. Forse. Probabile.

Ho fatto molti corsi in questi anni, a tutti i livelli e di tutti i tipi. Con relatori mediocri, bravi, capaci, internazionali ed autorevoli… Tutti, ma proprio tutti, hanno la regolina magica, quella che non fallisce mai, quella che ha la risposta giusta a qualsiasi problema. Tutti sanno snocciolare per benino ogni azione ed ogni parola giusta per superare le obiezioni del cliente o per risolvere la situazione complicata che si prospetta davanti a noi. Tutto ovviamente funziona, in teoria. Certo molte funzionano anche in pratica, ma non sempre. In teoria funzionano sempre, quando non hai davanti a te una situazione concreta. Perché ci sono situazioni, momenti e persone che non puoi mettere al loro posto come una pedina degli scacchi a cui far fare una mossa a tuo piacimento. Non sempre il tuo interlocutore o la tua situazione dipendono da fatti contingenti o dalle tue parole.

Dopo tanti anni di corsi e di pratica quotidiana si impara a comprendere certe situazioni, ci si abitua ad interagire con persone e personaggi di ogni tipo al punto che tante “regole” di comportamento e di comunicazione nascono spontanee e spesso ci aiutano a chiudere le trattative… o ci permettono di gestire al meglio il nostro lavoro quotidiano.

Certe volte però, nonostante la preparazione, il buon senso, l’esperienza, la gestione oculata di parole ed azioni non si riesce a chiudere un accordo, una trattativa già chiusa e definita in partenza. Certe volte nonostante tutto sia dannatamente chiaro, facile, comprensibile non si riesce a chiudere. Certe volte nonostante il lavoro sia stato fatto bene, spiegato e svolto secondo le regole più elementari non si perfeziona… Perchè? Certe volte l’ignoranza, altre volte l’avarizia, altre ancora l’arroganza… rendono le persone sorde. Il pregiudizio, la paura, esperienze negative pregresse, consigli di pseudo-professionisti esperti e di consiglieri di ogni tipo interferiscono nelle decisioni e creano problemi ed insinuano dubbi…

Ecco, certe volte, quando tutto ciò accade anche in situazioni semplici dove hai fatto tutto secondo il buon senso, le norme, la logica, gli usi e le consuetudini, ti rendi conto che alla fine non c’è una regola neanche quando ne hai usate 100 e tutte giuste.

Certo di fronte all’ignoranza c’è poco da fare, ma di fronte a gente che è pure laureata? Davanti a professionisti qualificati che si presume conoscano le regole, la legge, gli usi, le consuetudini, il buon senso ed il rispetto del lavoro altrui?

Insomma, certe volte, è scoraggiante vedere il proprio impegno distrutto da futili pretese o da incomprensibili dinieghi soprattutto quando hai fatto di tutto per spiegare bene la situazione e soprattutto quando il 99,9% della persone sul pianeta terra ne avrebbero capito ed apprezzato la bontà.. spiace.

Purtroppo l’unica risposta possibile a questa situazione è che non c’è una regola sovrana che possa regalare una giusta gratificazione alle buone azioni. Resta solo la bontà del tuo lavoro e forse questa è la regola principale: fai bene il tuo lavoro. Il resto è quotidianità.

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