Agente Immobiliare: me la canto e me la suono…

A leggere i vari post ed articoli dei cari colleghi sembra che la pandemia e la crisi economico-finanziaria di questi tempi siano solo vecchie storie ormai passate. Ma quale crisi e quali contratture del mercato! Io ho venduto questo ed ho affittato quell’altro, le famiglie cercano spazi grandi con giardini ed ampi terrazzi… nuovo interesse e nuovi bisogni si inseguono in questo momento così particolare. Sarà, anzi certamente ci sono colleghi molto bravi e capaci che sanno affrontare meglio di altri le difficoltà e che traggono maggior profitto sulle inefficienze di altri. O più semplicemente ci sono colleghi più bravi, giù il cappello ovviamente.

Certo mostrare con orgoglio la preda (nel nostro caso il cliente che ha comprato/venduto) non sempre è sinonimo di eleganza. Bisognerebbe sentire anche l’opinione della preda per capire quanto sia felice… In ogni caso se sei un cacciatore devi cacciare, se fai l’agente immobiliare devi vendere/affittare è il tuo lavoro, sei pagato per questo. Non c’è bisogno di ostentare quello che dovrebbe essere normale. Normale come respirare. Certo farlo in certe condizioni di mercato è più difficile, non è da tutti ne per tutti. Se ci riesci sei bravo, anzi più bravo di altri ma stai facendo il tuo lavoro. Non fare il fenomeno perché se fino a ieri faticavi a mettere insieme una trattativa qualsiasi ed oggi chiudi un grande contratto nulla è cambiato del tuo valore. Certamente non eri una schiappa quando non chiudevi, ma nemmeno ora sei un Dio.

Raccontare dei successi è facile, mostrare coppe e medaglie lo è ancor di più. Condividere ferite e sacrifici è più complicato e molto meno figo. Ecco questo raccontar di sé come se fossimo tutti eroi capaci e vincenti non fa di noi una categoria più interessante ed attraente. Anzi forse ci rende ancora un po’ più antipatica. Non dovremmo essere noi a raccontar di noi, non dovremmo essere noi a tesserci lodi (anche meritate, meritatissime nella maggior parte dei casi) ma gli altri.

Insomma non dovremmo esagerare nell’arte di cantarci e suonarci ciò che ci piace… per evitare di scadere nella banalità, nel racconto di ciò che è scontato e trasformarlo in qualcosa di ridicolo.

Ultimamente ad esempio ho letto che la pandemia ha spinto gli italiani a rivalutare gli spazi della propria casa: più ampi, col giardino, con grandi terrazzi… Incredibile cazzata planetaria! Da sempre ma proprio sempre le famiglie preferiscono spazi ampi, giardini e terrazzi! Come le case nuove, con vista, vicino a servizi, zona tranquilla… Ci voleva la pandemia per cambiare i gusti degli italiani, ecco a furia di cantarsela e suonarsela rischiamo di cadere nel ridicolo.

Quindi sarebbe meglio mettere al centro i successi dei clienti che nonostante il periodo hanno avuto il coraggio di comprare/vendere, aiutati da professionisti seri, come noi siamo e com’è la categoria degli agenti immobiliari. Sarebbe altresì meglio raccontare che in questo momento la gente ha riscoperto il valore ed il piacere di stare a casa. E noi capaci di supportarli nella scelta migliore…

Insomma più attenzione al cliente, sarà lui a cantare e tessere le nostre mirabili lodi.

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